Oggi mi sembra di poter davvero dire: sta arrivando l'autunno!
Non che questo mi preoccupi particolarmente, anzi, lo metterei tranquillamente tra i periodi dell'anno a me preferiti. Ma la percezione del cambio di stagione non sta arrivando grazie al cambio di colori delle foglie, dall'aria frizzantina, eh no la percezione arriva dal chiaro cielo grigio grigio e dalla pioggia che cade fitta fitta.
Quindi ho pensato subito: ho bisogno di un piano di attacco per vivere al meglio questo periodo e non finire in pigiama davanti alla finestra guardando fuori e pensando perennemente agli orsi che vanno in letargo.
Ho bisogno di pensare ad un autunno alternativo, il mio vorrei fosse fatto di:
-zuppe
-tirar fuori le lane e programmare un grande lavoro all'uncinetto
-tirar fuori anche le stoffe!!! e magari farsi una bella camiciona
-raccogliere bacche per riempire la casa
-leggere a ripetizione senza sosta i racconti di boscodirovo a Matilde
-mantenere le antenne ben allertate e carpire subito quando c'è la possibilità di farsi una bella passeggiata, magari nel bosco, magari tra le foglie cadute
-pensare a vedere gli amici
-cucinare cibi al forno
Questo è solo l'inizio della lista di cose da fare nell'autunno 2013.
Qualcuno ha qualcosa d'altro da consigliarmi???
lunedì 30 settembre 2013
mercoledì 7 agosto 2013
Bolle
Luglio è stato una bolla, una grande bolla di decompressione, adesso, che da poco è cominciato agosto, ho capito che anche questo mese sarà vissuto così.
Mi sto disintossicando da una perenne connessione, dall'essere online sempre.
Spero di ritrovarmi a settembre ricaricata, riposata ma soprattutto piena di una nuova ventata di entusiasmo.
Buone vacanze!!
Mi sto disintossicando da una perenne connessione, dall'essere online sempre.
Spero di ritrovarmi a settembre ricaricata, riposata ma soprattutto piena di una nuova ventata di entusiasmo.
Buone vacanze!!
giovedì 20 giugno 2013
Danimarca
Sottotitolo:10 giorni da famiglia danese.
Abbiamo fatto finta di vivere a Copenhagen giusto il tempo di abituarsi all'idea che le cose potrebbero essere più semplici di come lo sono a casa.
Una delle cose che più mi affascinano delle grandi città estere, famose per la loro vivibilità sono le persone!
Le persone indaffarate a fare "qualcosa", qualunque cosa.
A casa, nella terra della produttività sfegatata, la gente se è indaffarata lo è per il lavoro.
Io invece voglio vedere gente che è presa dall'andare a correre, chi va in bici, chi a raggiungere il parco per sedersi e fare pausa pranzo, chi più ne ha più ne metta.
Mi sembra di guardare in faccia la Vita, proprio quella con la V maiuscola.
Gente in movimento, che raggiunge la biblioteca pubblica e può ascoltare vinili, suonare chitarre, i bambini hanno una zona con giochi didattici, costumi, teatrini oltre a libri su libri, una stanza solo per i fumetti con un divano apposta per leggere in comodità.
Lo spazio pubblico vissuto, condiviso e a disposizione continuamente.
Ti lascia un pò basito tutto questo, perché a te verrebbe da dire: sembra un negozio...
Forse perché troppo abituati che le cose belle, pulite e curate siano solo i templi del commercio.
O forse perché al parco sottocasa non si possono portare le bici, fare picnic, giocare a palla, prendere il sole in costume e poi questo e poi quello... e in tutti quei divieti si perde la voglia di viverti un luogo e correre in un altro dove sembra ti accolgano di più...
Abbiamo fatto finta di vivere a Copenhagen giusto il tempo di abituarsi all'idea che le cose potrebbero essere più semplici di come lo sono a casa.
Una delle cose che più mi affascinano delle grandi città estere, famose per la loro vivibilità sono le persone!
Le persone indaffarate a fare "qualcosa", qualunque cosa.
A casa, nella terra della produttività sfegatata, la gente se è indaffarata lo è per il lavoro.
Io invece voglio vedere gente che è presa dall'andare a correre, chi va in bici, chi a raggiungere il parco per sedersi e fare pausa pranzo, chi più ne ha più ne metta.
Mi sembra di guardare in faccia la Vita, proprio quella con la V maiuscola.
Gente in movimento, che raggiunge la biblioteca pubblica e può ascoltare vinili, suonare chitarre, i bambini hanno una zona con giochi didattici, costumi, teatrini oltre a libri su libri, una stanza solo per i fumetti con un divano apposta per leggere in comodità.
Lo spazio pubblico vissuto, condiviso e a disposizione continuamente.
Ti lascia un pò basito tutto questo, perché a te verrebbe da dire: sembra un negozio...
Forse perché troppo abituati che le cose belle, pulite e curate siano solo i templi del commercio.
O forse perché al parco sottocasa non si possono portare le bici, fare picnic, giocare a palla, prendere il sole in costume e poi questo e poi quello... e in tutti quei divieti si perde la voglia di viverti un luogo e correre in un altro dove sembra ti accolgano di più...
martedì 21 maggio 2013
-manifesto-
.Ascoltare musica dal vivo
Bagno al mare
Condividere
Cucinare per gli amci
Fare a mano
Andare in bici
Cinema
Coltivare il proprio luogo
No tv
Pic Nic
Fiori
Sognare ad occhi aperti
Piccoli momenti & piccoli progetti.
Bagno al mare
Condividere
Cucinare per gli amci
Fare a mano
Andare in bici
Cinema
Coltivare il proprio luogo
No tv
Pic Nic
Fiori
Sognare ad occhi aperti
Piccoli momenti & piccoli progetti.
Manifesto Larinani 2013
Tutte le mie forze sono assorbite ultimamente da un nuovo progetto.
Il tutto è nato dal mio continuo chiedermi cosa voglio, dal piccolo desiderio fino alla decisione di cosa mi aspetto dai regali di compleanno.
Mi arrovello perché se devo lottare per qualcosa allora che sia esattamente ciò che desidero io, non una cosa che mi è imposta o che solo perché viene sentita da molti allora per forza debba andare bene anche a me.
Partita così come una domanda posta mentre faccio colazione, guardando fuori dalla finestra, è diventata pian pianino una domanda ricorrente.
Le risposte hanno iniziato a fioccare, continuamente, finché ho capito che avevo bisogno di delineare un insieme di risposte, la summa massima di quello che, in questo momento e adesso, desidero fare della mia vita.
Della mia vita voglio fare: un sacco di piccole cose!
Non ho raccolto nessuna massima di grandi sistemi, non voglio cambiare il mondo, non voglio essere né una rockstar né un'eroina.
La pasta di cui desidero siano fatti i miei momenti è una pasta semplice, povera, ancorata alla terra.
Ho preso tutte queste cose e le ho buttate nei miei lavori, sui bijoux, stampate, serigrafate ed ora tutto questo sta pian piano prendendo vita.
Il nuovo progetto si chiama:
MANIFESTO LARINANI 2013
e lo presento a voi.
Il tutto è nato dal mio continuo chiedermi cosa voglio, dal piccolo desiderio fino alla decisione di cosa mi aspetto dai regali di compleanno.
Mi arrovello perché se devo lottare per qualcosa allora che sia esattamente ciò che desidero io, non una cosa che mi è imposta o che solo perché viene sentita da molti allora per forza debba andare bene anche a me.
Partita così come una domanda posta mentre faccio colazione, guardando fuori dalla finestra, è diventata pian pianino una domanda ricorrente.
Le risposte hanno iniziato a fioccare, continuamente, finché ho capito che avevo bisogno di delineare un insieme di risposte, la summa massima di quello che, in questo momento e adesso, desidero fare della mia vita.
Della mia vita voglio fare: un sacco di piccole cose!
Non ho raccolto nessuna massima di grandi sistemi, non voglio cambiare il mondo, non voglio essere né una rockstar né un'eroina.
La pasta di cui desidero siano fatti i miei momenti è una pasta semplice, povera, ancorata alla terra.
Ho preso tutte queste cose e le ho buttate nei miei lavori, sui bijoux, stampate, serigrafate ed ora tutto questo sta pian piano prendendo vita.
Il nuovo progetto si chiama:
MANIFESTO LARINANI 2013
e lo presento a voi.
giovedì 2 maggio 2013
Se oggi...
Se avessi una macchina del tempo vorrei:
-catapultarmi in Place Saint Sulpice e sbirciare Perec che scrive al suo tavolino e magari diventare, così, elemento del libro.
-ritrovarmi durante le riprese del primo Star Wars e come assistente dell'assistente dell'assistente al parrucco guardare mentre fanno la pettinatura a forma di paraorecchie a Carrie Fischer.
-trovarmi durante la pausa caffè in Einaudi quando Calvino ci lavorava.
-fare un pomeriggio di prova per essere assunta come figurinista nel primo atelier di Coco Chanel.
-andare a teatro per vedere Goliarda Sapienza recitare.
-assistere alle riprese di Novecento, una delle scene girate all'interno del casolare.
-bivacchiare alla Cinémathèque, sentire Truffaut al megafono sostenere Langlois.
Ecco oggi farei questo, se avessi una macchina del tempo...
-catapultarmi in Place Saint Sulpice e sbirciare Perec che scrive al suo tavolino e magari diventare, così, elemento del libro.
-ritrovarmi durante le riprese del primo Star Wars e come assistente dell'assistente dell'assistente al parrucco guardare mentre fanno la pettinatura a forma di paraorecchie a Carrie Fischer.
-trovarmi durante la pausa caffè in Einaudi quando Calvino ci lavorava.
-fare un pomeriggio di prova per essere assunta come figurinista nel primo atelier di Coco Chanel.
-andare a teatro per vedere Goliarda Sapienza recitare.
-assistere alle riprese di Novecento, una delle scene girate all'interno del casolare.
-bivacchiare alla Cinémathèque, sentire Truffaut al megafono sostenere Langlois.
Ecco oggi farei questo, se avessi una macchina del tempo...
giovedì 18 aprile 2013
Ritardo/piedi
Con questo sole chiedo un indulto, un' amnistia per il mio senso dell'essere sempre in ritardo.
Alla rincorsa.
La mia passione per fotografare ciò che vedo, tocca le punte più alte dell'assurdo nel fotografarmi i piedi, ma mi piacciono così tanto i risultati che continuo a farle lo stesso e le raccolgo tutte qui.
Alla rincorsa.
La mia passione per fotografare ciò che vedo, tocca le punte più alte dell'assurdo nel fotografarmi i piedi, ma mi piacciono così tanto i risultati che continuo a farle lo stesso e le raccolgo tutte qui.
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